Albanella (circa 200 mt. slm), posta sui versanti
di una verdeggiante vallata, gode di un ottima
posizione tra il mare e i monti Alburni; dal
verde dei campi in pianura, agli ulivi, querce,
frutteti e vigne della collina.
Le origini di Albanella si fanno risalire ai
profughi di Paestum i quali, a seguito delle
incursioni dei saraceni cercavano insediamenti
dalla maggiore sicurezza.
Inoltre i resti di una fattoria del III sec.
a.C.. e la presenza di una moneta dell'Imperatore
Aurelio (270 - 275 d.C.) testimoniano che la
zona fu abitata fino alla tarda epoca della
Roma Imperiale. Nel sito archeologico di zona
Cerrina, gli scavi in corso stanno riportando
alla luce numerosissimi reperti. Nello stemma
della città sono raffigurati due cipressi
sormontati da due stelle che stanno ad indicare
la memoria dolorosa delle due città distrutte:
Paestum città madre e Capaccio città
sorella. Sotto i cipressi alcune onde che rappresentano
i fiumi Calore e Sele.
La Chiesa di San Matteo è
la parrocchia di Albanella databile agli inizi
del XV secolo; questa chiesa ha la pianta rettangolare
a due navate, con organo sulla porta e soffitto
a cassonetti. Il campanile è in stile
Romanico, decorato con modanatura policrome.
La Chiesa di Santa Sofia è dedicata alla
santa patrona di Albanella e sorge su una pianura
in posizione isolata rispetto al nucleo abitato.
La Chiesa della Congrage del Carmine era in
origine una cappella gentilizia incorporata
in un palazzo del XVIII secolo ora scomparso.
Il Palazzo Giovanni Albini del 1800 caratterizzato
da un patio con impluvio a scala di ispirazione
Vanvitelliana.
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