Descrizione
dei tratti più interessanti del percorso
Campora (500 m) - area wilderness Viscigli Luonghi
(528 m)
1. Dalla piazza principale di Campora (500 m –
44°62’00” Lat. N; 15°24’00”
Long. E ) si risale attraverso il suggestivo scenario
del suo bellissimo centro antico arroccato intorno alla
splendida chiesa di San Nicola.
Un concentrato di bellezze storiche ed artistiche si
presentano agli occhi del visitatore: gli antichi palazzi
gentilizi, eretti per proteggere il borgo ed ogni angolo
delle sue strette e tortuose viuzze. Ruvide pareti in
pietra calcarea, si alternano a rampe e gradoni in pietra,
le quali immettono su irte ed anguste vie. Segni di
un vissuto storico ricco di fascino ed emozioni così
prepotentemente radicati nella memoria dei suoi abitanti.
2. Portandosi fuori verso la periferia occidentale
del paese si discende per crinali prativi che degradano
fino a raggiungere i pressi del locale campo sportivo.
3. Prendendo la pista che continua (347° NNW) in
discesa attraverso una natura determinata dalla foresta
bassa e dalla macchia mediterranea, si giunge (364 m)
nei pressi del Ponte di San Biase, alla base di quella
lunga dorsale calcarea conosciuta come lo “Scalone”
ed all’uscita delle gole in cui scorrono le acque
del torrente Torno.
Proprio qui, nelle vicinanze del ponte che supera il
torrente Trenico, lungo le sue sponde, sono stati ritrovati
frammenti in ceramica risalenti all’epoca neolitica.
4. Guadagnando il pendio della sponda opposta compare
un bivio con due tracce di sentiero ben distinte: quella
che risale a sinistra (e non oggetto di questo percorso)
conduce in meno di 300 metri presso una cascina nelle
cui vicinanze si ergono, nascosti dalla vegetazione,
i ruderi di quella che un tempo era una cappella monastica
italo-greca dedita al culto di San Biase; il nostro
percorso, invece, risale verso levante lungo la buona
traccia di un sentiero che si impenna sulla destra e
guadagna i forti pendii fino a raggiungere la strada
rotabile Ponte Calore/Campora (520 m).
5. Il sentiero sbuca proprio sulla strada che dal ponte
sul Calore conduce a Campora, nelle vicinanze di uno
sperone in roccia calcarea che si impenna (576 m) poco
più a sinistra. Sotto questa rupe parte –
a destra della strada – una sterrata che attraversa
l’area wilderness sottoposta a tutela di Viscigli
Luonghi (528 m).
Area wilderness Viscigli Luonghi (528 m) - Ponte Gole
del Torno (517 m)
6. Dall’area wilderness di Viscigli Luonghi (528
m), sottoposta a tutela con ordinanza comunale, la pista
sterrata risale con dolci pendenze verso i piani inclinati
posti tra Raja Longa e Ferrari.
7. Raggiunti un bivio (560 m), da qui sulla destra,
parte un sentiero che ora volge verso Sud e subito dopo
– laddove questo si biforca (569 m) – si
prende la traccia che risale ed aggira le coste meridionali
di Ferrari per poi risalire (113° ESE), attraverso
un solco di valle, alle case rurali in contrada macchinosa
(637 m).
Una volta raggiunti quota tra i 600 ed i 680 metri
ci si trova ad attraversare un paesaggio insolito determinato
da una natura bizzarra caratterizzata dai forti pendii
pietrosi ed assolati che scivolano, come enormi lastre
levigate, da Est verso Ovest, verso la valle del torrente
Trenico.
8. Proseguendo ora verso Sud e giunti all’altezza
del rudere di un vecchio cascinale, si raggiunge il
sentiero che scende dalle coste montuose intorno al
valico Croce di Rofrano e all’Affondatore di Vallivona
in località le Serre (674 m).
9. Si prende ora a destra in discesa e percorrendo circa
un centinaio di metri (evitare tutte le altre deviazioni
di tracce e sentieri che si incrociano) si continua
seguendo quel tratto di sentiero che scorre, lungo tornanti
sassosi, verso ponente.
10. Nella sua parte finale il sentiero compare pulito
e ben “attrezzato” (con gradoni e passamani
in legno) realizzato dalla Comunità Montana Calore
Salernitano; esso conduce fino a raggiungere l’orlo
(destra orografica) delle gole del torrente Torno e
termina proprio presso il Ponte che supera le gole dell’omonimo
torrente (517 m).
Ponte delle Gole del Torno (517 m) - Campora (500 m)
Il torrente Torno viene qui ora contraddistinto da
due versanti completamente diversi e avvolti dalla copiosa
macchia mediterranea: sulla sinistra rosee pareti rocciose
che si innalzano dal fondo della gola; sulla destra
precipitano i pendii. |