Albanella | Altavilla Silentina | Campora | Capaccio | Castel San Lorenzo | Felitto | Giungano | Magliano Vetere | Monforte Cilento | Roccadaspide | Trentinara
 
 

Info

Comunità Montana
"Calore Salernitano"

Tel. 0828/941132
Fax: 0828/947570


www.cmcalore.it
segretario@cmcalore.it

   
 



scarica mappa

Descrizione dei tratti più interessanti del percorso

Area pic-nic di Remolino (180 m) - ponte di “Pietra Tetta” (238 m)

1. Appena fuori dell’abitato di Felitto (44°69’54” Lat. N; 15°20’52” Long. E), continuando in direzione di Laurino, si seguono le opportune indicazioni (segnaletica stradale) prendendo una rotabile che scende giù a destra e che conduce alla località Remolino (180 m – 44°68’58” Lat. N; 15°21’32” Long. E).

L’area pic-nic di Remolino è una modesta radura in ciottoli che si apre lungo le sponde del fiume con un’area attrezzata (panche e tavole) ed una fontana. Il luogo si presta alla canoa fluviale oltre alla possibilità di montare la tenda e trascorrere la notte.

2. Da Remolino parte l’itinerario che in breve giunge ad un piccolo sbarramento posto alla confluenza tra il fiume stesso e lo sbocco del Fosso Remolino (182 m), un alveo di torrente che si apre sulla sinistra (dir. Est).
3. Poco più avanti, sulla sponda opposta, parte un sentiero (non oggetto di questa descrizione) che in breve conduce alla grotta (o cella) detta di Bernardo.
4. Il cammino principale prosegue (209° SSW) attraversando lo sbarramento della diga e continua portandosi sulla destra orografica della gola, lungo un sentiero ben attrezzato (gradoni e passamani in legno), abbastanza frequentato e che penetra a mezza costa nella selvaggia natura.

In alto, sulla sinistra, si ergono le articolate creste ammantate di vegetazione boschiva del monte Ceglie (602 m), mentre sulla destra si notano i costoni meridionali dello Scanno del Mezzogiorno (740 m), alture calcaree che hanno contribuito nei secoli a mantenere integro questo territorio.

5. Più avanti la traccia del sentiero può diventare (236 m) quasi impraticabile per via della fitta vegetazione che lo circonda; facendo attenzione il tracciato corrisponde al calpestio degli animali in transito.
6. Il sottobosco sembra quasi una foresta tropicale, tanta è l’insistenza della vegetazione che in alcuni casi impedisce del tutto il passaggio dei raggi solari.

Lungo il sentiero, con un buon spirito di osservazione, si riescono facilmente ad individuare le tracce della faina che lascia i “segni” del suo passaggio e delimita, così, anche il suo territorio, oppure le zolle di terreno rimosso che sono quelle lasciate dal cinghiale che scava per trovare insetti. In alto, nel cielo, non è raro scorgere falchi pellegrini, gheppi o poiane che volteggiano poco sopra le chiome arbustive; il loro volare in circolo determina precisi movimenti: essi vogliono segnalare che si sta attraversando il loro territorio! Qui la natura è protagonista assoluta. Il sentiero è completamente ammantato da foglie d’edera e di lauroceraso, ed alla base dei grossi tronchi di frassino e carpino bianco non è difficile riuscire ad individuare le tane scavate dal tasso.

7. Proseguendo in questa magnifica vallata (166° ESE), proprio al centro della gola (238 m), parte una piccola deviazione (piuttosto difficoltosa!) che scende in basso a destra e conduce a degli enormi massi levigati dal millenario scrosciare delle acque.
8. Quello che si presenta è un ammasso di rocce che viene indicato come il ponte di “Pietra Tetta” (pietra del tetto 238 m – 44°66’75” Lat. N; 15°21’12” Long. E), numerose pietre qui franate e rimaste incastrate proprio nel centro della gola.
9. Dalla sponda opposta (riva sinistra orografica della valle del Calore) del Ponte di Pietra Tetta partono le tracce di due sentieri: quello che si mantiene a sinistra riconduce al fiume presso le pietre “bucate” dall’acqua (le Marmitte), mentre quello che sale a destra per ripetuti tornanti conduce fino alla Cappella di Santa Lucia in territorio di Magliano Vetere.

Ponte di “Pietra Tetta” (238 m) - Ponte medioevale di Magliano (285 m)

10. Dopo aver visitato il labirinto roccioso di Pietra Tetta si prosegue ancora continuando a camminare nella fitta vegetazione del bosco.
11. Nel tratto più impervio (274 m) della gola si stagliano, in alto sulla sinistra, gli strapiombi calcarei della Rupe Rossa (798 m), mentre sulla destra si profilano le creste boscose della Costa di Magliano (389 m).
12. Dopo quest’ultimo ed impegnativo passaggio, mentre il sentiero aumenta la sua pendenza, si guadagna quota salendo (134° SE) in alto e mantenendosi sempre sulla sinistra (bisogna fare molta attenzione poiché le erbe ed i sassi sono estremamente scivolosi).
13. Camminando ci si accorge che all’improvviso la gola termina proprio nel momento di massima impennata, là dove il bosco si apre offrendo suggestive vedute.
14. Si compie così un’ultima scarpinata lungo un tratto ghiaioso piuttosto in pendenza (375 m) che in breve conduce, in alto sulla sinistra, a ridosso di un sentiero che aggira la Costa di Magliano.
15. Dall’alto di questa terrazza panoramica è possibile scendere (100° ESE) fino a raggiungere l’antico Ponte medioevale di Magliano (285 m – 44°66’12” Lat. N; 15°22’70” Long. E), costruito interamente in pietra, tra due verdeggianti.

 
 
   
Home
Mappe ed Itinerari
Foto Gallery
News
Prodotti Tipici
Bellezze Naturali

Eventi

Ospitalità