Descrizione
dei tratti più interessanti del percorso
Capizzo (660 m) - monte Faito (1160 m)
1. Muovendosi da Capizzo (660 m – 44°67’06”
Lat. N; 15°18’75” Long. E), frazione
posta a due chilometri a NW rispetto al capoluogo Magliano
Vetere, si prende a salire lungo le pendici sud-occidentali
di monte Faito.
2. Ad una prima barriera vegetazionale, in alto si ergono
le rupi calcaree del monte Faito.
3. Dopo oltre un’ora di impervio cammino il percorso
(351° NNW) raggiunge – con non poche difficoltà
– la Cappella rupestre di S. Mauro (1060 m –
44°67’77” Lat. N; 15°18’58”
Long. E) aggrappata alla parete a mezza costa del monte
Faito.
Addossata sotto la rupe, il suo interno viene caratterizzato
da un altare ricavato tra due enormi pareti rocciose;
la copertura viene evidenziata da una contro-soffittatura
con degli enormi tronchi in legno a vista, opportunamente
orditi per sorreggere il tetto esterno incastrato tra
la roccia e la cappella; dalla Cappella si gode uno
straordinario panorama che si apre su tutto l’alto
corso del fiume Alento.
4. Dalla Cappella di San Mauro vi è la possibilità
di raggiungere le creste e poter ammirare i paesaggi
delle vallate del Calore e dell’Alento, mentre
il percorso proposto segue a mezzacosta (113° ESE)
sfiorando le basi delle falesie di monte Faito (44°67’58”
Lat. N; 15°19’08” Long. E), lungo tracce
di sentiero appena percettibile che si perde nella foresta.
Cima Faito (1160 m) - Serbatoio (778 m)
5. Questa parte del cammino può essere considerato
come il percorso delle “Grotte Rupestri”
poiché lungo esso si incontrano, nascoste dalla
folta vegetazione, una serie di antri ipogeici (autentici
buchi nella roccia calcarea) non riscontrabili su nessuna
carta topografica.
6. La prima spelonca che s’incontra è la
cosiddetta Grotta dei Mortai, dove gli abitanti di Capizzo
si dedicavano alla confezione di polvere da sparo per
fuochi pirotecnici.
7. Proseguendo si raggiunge la Grotta Serra e, successivamente,
la Grotta delle Cataratte, proprio sotto la cima di
monte Faito (1160 m).
8. Continuando per la stessa direzione (126° ESE)
si passa sotto la ripida parete rocciosa di Rupe della
Noce (1165 m); da qui, appena superata l’altura,
la traccia del sentiero comincia a scendere (134°
SE) lungo la dorsale sud-orientale di monte Faito fino
ad incrociare, presso un Serbatoio (778 m), la strada
interpoderale che mette in collegamento Magliano Vetere
con la località Castagneto. In questo punto termina
la dorsale di monte Faito e si apre a sinistra (verso
NE) il panorama sulle gole in cui scorre la valle del
fiume Calore.
Magliano Vetere (678 m) - Valico “Preta Perciata”
(680 m – Magliano Nuovo)
9. Con una breve deviazione in discesa verso Magliano
Vetere si riprende lo spartiacque delle creste montuose
fino a raggiungere (100° ESE) la Cappella rupestre
di S. Lucia (743 m – 44°66’13”
Lat. N; 15°20’60” Long. E), poco sotto
l’altura della Rupe Rossa (798 m), straordinario
punto panoramico su tutto il circondario.
10. Aggirando le pendici settentrionali della Rupe Rossa
(44°65’50” Lat. N; 15°21’63”
Long. E) si attraversano le macchie boscose che prospettano
sulle gole del Calore fino a raggiungere (587 m) la
balconata prativa in località Palazzo Soccorso
posta tra la rupe e Magliano Nuovo.
11. Da qui, per un comodo sentiero, si sfiora (116°
ESE) la base settentrionale della rupe su cui si erge
l’abitato di Magliano Nuovo (728 m) e si raggiunge
(680 m) l’antico valico detto della “Preta
Perciata” di Magliano, (680 m – 44°65’50”
Lat. N; 15°21’63” Long. E) punto terminale
di questo itinerario.
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