Descrizione
dei tratti più interessanti del percorso
Dalla Difesa di Chiaromonte (302 m) - villaggio Case
Verna (380 m)
1. Muovendosi da Roccadaspide lungo la Statale n. 166
degli Alburni in direzione della fascia costiera e dopo
aver superato il “Belvedere dello Scanno”
da cui si ammirano superbi paesaggi sulla valle del
fiume Calore ed i monti Alburni, si perviene presso
la località Difesa di Chiaromonte (302 m, ove
ha la sede un Centro di Accoglienza) e, poco dopo, si
raggiunge il borgo di Case Volparo (285 m – 44°76’63”
Lat. N; 15°13’88” Long. E).
2. Appena dietro le case, ha inizio, nell’intricata
foresta, il nostro percorso che segue la traccia di
un sentiero che risale (263° WSW) per il pendio
(398 m) e poi ridiscende (344° NNW) – nuovamente
– fino a portarsi presso il borgo di Case Tuono
(312 m – 44°76’81” Lat. N; 15°13’50”
Long. E).
3. Dallo slargo principale del casale una via, che non
interessa il nostro percorso, conduce alla SS n. 166
degli Alburni dove, 150 metri più a monte, in
località Serra (272 m), si incrocia con le Strade
Provinciali che conducono ad Altavilla Silentina ed
Albanella.
4. Sempre dallo stesso slargo di Case Tuono (fare attenzione
alla segnaletica stradale in loco) il percorso ora continua
(287° WNW) a seguire la strada che, inizialmente,
scende fino ad un gruppo di case (268 m) per poi risalire
in lieve pendenza e raggiungere il borgo rurale di Casale
Cavallo (309 m – 44°77’50” Lat.
N; 15°12’00” Long. E).
Fra terrazzini e finestre realizzate in pietra, sapientemente
conservate dalla mano dell’uomo, armonie di profumi
e silenzi avvolgono la memoria di un glorioso vissuto
contadino.
5. Ad appena 0,5 km da Case Cavallo si supera il Vallone
di Pietra Cupa (370 m) e – sempre verso occidente
(direzione 287° WNW) – si continua a camminare.
Ignorando qualsiasi traccia di sterrati che partono
dai bordi della pista, in breve si raggiungono le case
dell’antico casale di Verna (380 m – 44°77’50”
Lat. N; 15°10’10” Long. E).
Dal villaggio Case Verna (380 m) - Santuario Madonna
del Granato (245 m)
6. Dal villaggio di Case Verna parte una buona carraia,
che aggira il borgo e punta sulla sinistra in alto;
questa porta prima a superare (415 m) l’angusto
Vallone di Verna e poi aggira le falde settentrionali
del Tempone Cotruzzo che si erge in alto sulla sinistra
(623 m). La pista volge nuovamente a sinistra e supera
ancora un altro solco di torrente (564 m); da qui parte,
sulla sinistra, la traccia di un sentiero (che non va
presa) che risale fino al Piano delle Mandrie.
7. Si prosegue in avanti (sempre verso occidente) fino
a raggiungere (591 m) un piccolo canale; ci troviamo
ora ad attraversare un tratto di bosco di castagni,
mentre poco più avanti il sentiero viene attraversato
(609 m) da una traccia che sale a sinistra verso i crinali
montuosi.
8. Subito dopo si oltrepassano – in successione
– i tre solchi del Fosso Scanno del Corvo (580
m). Si prende poi a scendere verso destra attraversando
la foresta di Aia di Procchio e superando ancora –
in successione – altri due canali torrentizi (515
m) fino a proseguire per una biforcazione (465 m).
9. Ignorando la traccia che scende a destra, si volge
a sinistra e senza mai abbandonare la pista, il percorso
attraversa una macchia boscosa, Montagna del Conte,
crinale settentrionale di monte Soprano, ed una serie
di solchi di torrente fino a portarsi presso le prime
case, nella parte superiore del villaggio di Casale
Crispi.
Quello che si attraversa è solo l’agglomerato
odierno di Casale Crispi, poiché il nucleo originario
del villaggio Crispi è situato poco più
in basso a destra ed è facilmente raggiungibile
con una pista in discesa che parte in una curva appena
100 metri dopo questo primo gruppo di case (vi è
una fontana nelle vicinanze).
10. Appena superati una deviazione che, salendo a sinistra
in alto conduce dopo una lunga serie di tornanti alle
Coste di Polveracchio, appaiono le case del villaggio
rupestre di Casale Crispi (354 m – 44°77’67”
Lat. N; 15°06’50” Long. E).
11. Tutto intorno orti e frutteti, mentre a sinistra,
in alto, un’intensa macchia boscosa ricopre le
pendici della montagna.
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