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"Calore Salernitano"

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Descrizione dei tratti più interessanti del percorso

Da Roccadaspide (354 m) alla fontana Pozzillo (500 m)

1. Roccadaspide (354 m – 44°75’50” Lat. N; 15°16’29” Long. E) si pone all’apice di uno sperone roccioso che domina un paesaggio fatto di monti e vallate, di fiumi e di boschi. Da qui transitava l’antica “Via del Grano” che metteva in collegamento lo scalo marittimo di Paestum con i monti e le vallate dell'antica Lucania (odierno Vallo di Diano).
2. Dal centro del paese, precisamente dalla Chiesa della Natività e della Beata Vergine, si prosegue in salita verso la periferia sud della cittadina, la parte più a monte da cui si notano i castagneti della propaggine settentrionale di monte Vesole.
3. Superata l’area cimiteriale e successivamente quella del campo sportivo si giunge (203° SSW) ad un incrocio (459 m); da qui evitando le deviazioni si continua a salire sempre in avanti lungo la pista principale. Oltrepassata la deviazione che scende da sinistra (167° SSE), si transita nei pressi di Casino Giuliani (535 m) che piega in alto a destra.
4. Senza abbandonare la sterrata principale, si continua a salire superando dei paesaggi caratterizzati da estesi uliveti, in basso a sinistra, e da immensi castagneti che si prospettano in alto sulla destra.
5. Proprio sotto il Tempone di Val di Cioffi, che emerge dall’intenso tappeto verde dei castagneti, dopo alcune curve compare (619 m) – sulla destra della strada – la fontana Cavotta (44°72’75” Lat. N; 15°15’59” Long. E). Presso questa fontana vale la pena compiere una sosta per riposarsi, rinfrescarsi e dissetarsi.

Dalla fontana Cavotta ha ora inizio un tratto di straordinaria e suggestiva bellezza paesaggistica. La pista attraversa un'intricata foresta che spesso impedisce ai raggi del sole di penetrare nel sottobosco; un particolare habitat in cui prevale il castagno, il leccio, il cerro e la quercia.

6. Proseguendo sempre lungo versanti boscosi si superano i crinali orientali (la Costa dei Grandini) del monte Vesole e di monte Varco Cervone fino a superare la balconata determinata dal Tempone Morrecchia che si protende alla sinistra. La rotabile costeggia la foresta del Vomero che si staglia in alto a destra fino a raggiungere (136° SE) un casolare che si erge alla sinistra della rotabile.
7. Nelle vicinanze di questo casolare, scrutando con molta attenzione, dalla strada principale si distacca la traccia di un sentiero che scende precipitosamente a sinistra (76° ENE) verso valle. Per chi è giunto fin qui in bici, è obbligatorio prendere le biciclette e tenerle strettamente per le mani lungo gli scoscesi pendii settentrionali di monte Chianiello.

Proseguendo in avanti la strada interpoderale attraversa – praticamente da NW a SE – tutti i versanti settentrionali delle dorsali montuose caratterizzate dalle alture del Vesole e del Chianiello (le cosiddette “Rupi di Magliano”) fino a giungere in località Castagneto, in territorio di Magliano Vetere, a ridosso delle gole del Calore.

8. Per questo sentiero in ripida discesa si giunge, sempre camminando e dopo non poche difficoltà, fino ad aggirare un piccolo spuntone roccioso che sovrasta un solco di torrente.
9. Appena sotto lo sperone roccioso ecco comparire la fontana Pozzillo (500 m – 44°71’00” Lat. N; 15°17’49” Long. E) nascosta dalla foresta (contrada Pozzillo) e collocata sul punto di incrocio di più piste e sentieri che convergono o partono dalla stessa fontana.

Dalla fontana Pozzillo (500 m) a Castel San Lorenzo (358 m)

10. Per scendere dalla fontana Pozzillo si prende la traccia di sentiero che punta a nord, il quale dalla contrada Pozzillo, e per buona parte (58° ENE), scende attraverso i boschi di Giuncarico (429 m) fino a raggiungere una biforcazione (400 m) e sbucare su un altro sentiero ove è possibile, eventualmente, continuare in bicicletta.
11. Raggiunti il nuovo tratto, ignorando il sentiero che a destra conduce in meno di 1 km alla fontana Santa, si volge a sinistra (332° NNW) attraverso gli appezzamenti di Pazzano fino a transitare nelle vicinanze di un rudere ed immettersi nuovamente (338 m) su una pista carraia nei pressi dell’ennesimo bivio.
12. Prendendo a sinistra (309° WNW) si risale lievemente, evitando di confondersi con le molteplici tracce di piste e sentieri che incrociano il percorso principale, attraverso i vigneti e gli uliveti di contrada Campanaro e successivamente di contrada Fontanelle fino a raggiungere la sorgente Laurenti (303 m) collocata al vertice di un bivio immerso tra gli uliveti.
13. Al bivio si prende la pista sulla sinistra (315° NW) e per una leggera salita si raggiungono (368 m) le sponde del torrente Lumugno. Da qui un buon sentiero che parte sulla destra induce a superare il torrente e proseguire oltre, ma questa traccia non va assolutamente presa (!).
14. Il nostro itinerario, invece, segue la pista principale che volge prima a sinistra (200° SSW) e poi gira nuovamente a destra con una curva in contrada San Paolo, fino a raggiungere (334° NNW) un ponticello che supera (439 m) il solco del vallone Lumugno (44°73’32” Lat. N; 15°16’29” Long. E) in cui scorre l’omonimo torrente.
15. Immediatamente dopo aver superato il vallone Lumugno la pista si immette su una carraia che scende dalla sinistra (437 m) tra gli uliveti di contrada Cenzana. Si prende la sterrata che in falsopiano prosegue (78° ENE) a destra sfiorando le pendici ulivate del Timpone Ciavarello. Si superano poi alcuni casolari sulla destra del percorso fino a trovare (28° NNE) un bivio (442 m) che immette su una strada che scorre lungo il crinale fra la Timpa Ciavarello e il Colle Tempa, in contrada Genza.
16. A circa 250 metri dopo questo bivio, un’altra biforcazione (445 m) devia verso destra e consente di scendere (132° SE) attraverso una serie di case coloniche completamente avvolte dai vigneti che si alternano a campi coltivati ad ulivo.
17. Alla fine della discesa compaiono un gruppo di case coloniche e masserie, ennesimo crocevia di strade interne.
18. Da questo ultimo incrocio (350 m) si prende a sinistra, verso nord, lungo una buona strada carraia che per crinali in cui l’ulivo è la coltura principale scende lievemente in falsopiano fino a giungere (114° ESE) nei pressi della sorgente Salerno (360 m).
19. Da quest’ultima sorgente la strada continua a scorrere, sempre verso levante, fino a raggiungere – dopo circa 1,5 km – la parte superiore e più antica del caseggiato di Castel San Lorenzo (358 m – 44°74’25” Lat. N; 15°19’61” Long. E) punto terminale di questo itinerario.


 
 
   
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